PROGETTO “AGRITECH – National Research Centre for Agricultural Technologies”, Codice Progetto CN00000022, CUP H93C22000440007

TEMATICA: 5: Sviluppo di sistemi di acquaponica che attraverso l’allevamento di organismi acquatici e specie vegetali consentano la valorizzazione delle acque meteoriche in aree urbane e svolgano servizi ecosistemici (orti urbani, orti verticali, pareti verdi, corridoi ecologici, ecc.)

DATI GENERALI PROGETTO
TITOLO PROGETTO :Rainwater Exploitation for Urban Aquaponic Production
Acronimo REAP
Durata Progetto: 12 MESI
Costo totale progetto (Euro) 548.211,60
Contributo totale richiesto ad UNIBA (Euro) 500.000,00
Partner T.ECO.M srl e Unisalento
Localizzazione attività progettuali

T.ECO.M Srl, Viale Europa 16/C – 70132 Bari

Università del Salento, Campus Ecotekne, via per Monteroni s.n.c. 73100 Lecce

I sistemi acquaponici sono sistemi colturali a ciclo chiuso in cui piante e pesci crescono in modo sinergico, caratterizzati da un’alta efficienza nell’uso delle risorse, dal ridurre notevolmente il consumo di acqua e di fertilizzanti chimici, oltre a ridurre al minimo l’impiego di suolo.

Le acque meteoriche sono una fonte di acqua dolce naturale e gratuita, che rappresenta un’opportunità per affrontare sfide legate alla gestione delle risorse idriche ed alla sostenibilità ambientale.

Il progetto“REAP: Rainwater Exploitation for Urban Aquaponic Production” intende creare un sistema di raccolta e trattamento delle acque meteoriche in aree urbane o fortemente antropizzate per il loro impiego in acquaponica. Il progetto ha come finalità l’impiego delle acque meteoriche nell’impianto di acquaponica esistente del Laboratorio di Urban Farming (Università del Salento) per l’allevamento di pesci e la coltivazione di piante, in quanto l’utilizzo di acqua piovana riduce la dipendenza da fonti idriche non rinnovabili e nel contempo riduce il carico sui sistemi fognari.

Le attività mirano a rendere questa tecnica ancora più efficiente dal punto di vista ambientale, contribuendo così agli obiettivi del principio di DNSH.

Infatti, il progetto favorisce l’uso sostenibile e la tutela della risorsa idrica, impiegando acque meteoriche per il processo produttivo. Anche se l’acquaponica è per definizione un sistema a circuito chiuso, è necessario il rabbocco e il ricambio con acqua nuova, per far fronte alle perdite dell’impianto (ad es. dovute ad evaporazione, lavaggi, all’acqua tolta dal sistema come biomassa ittica e vegetale, ecc.). In REAP verrà dimensionato, progettato ed installato un sistema di raccolta e stoccaggio delle acque meteoriche che sia in grado di coprire con continuità il fabbisogno idrico dell’impianto acquaponico. Inoltre, poiché tali acque possono contenere impurità e contaminanti atmosferici, in particolare le acque di prima pioggia, è prevista l’installazione di un sistema di filtrazione mediante utilizzo di biopolimeri che le renda compatibili con l’impiego in acquaponica. Verrà inoltre progettato un sistema automatico di mineralizzazione per renderle idonee per pesci e piante.

L’impiego di acqua piovana per l’acquaponica svincola l’insediamento di nuovi impianti dalla presenza di fonti idriche tradizionali, rendendone possibile lo sviluppo in aree marginali, aumentando la produzione di proteine ittiche senza emissione di CO2, contribuendo così alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Infatti, le piante prodotte nel sistema acquaponico sequestrano il carbonio durante il processo di fotosintesi. Inoltre, riducendo la dipendenza dalle risorse idriche ad alta intensità di carbonio, l’utilizzo dell’acqua piovana nelle attività acquaponiche può contribuire a ridurre l’impronta carbonica complessiva del sistema.

D’altra parte, il progetto promuove la produzione acquaponica in ambiente controllato, per tutelare le specie allevate o coltivate dalle sfide climatiche.

L’utilizzo dell’acqua piovana in acquaponica amplifica la circolarità del sistema, poiché incorpora acque di scarto in un ambiente già caratterizzato da un efficace riciclo dei nutrienti, che consente di diminuire l’uso di fertilizzanti e ridurre il loro impatto sull’ambiente circostante.

L’impiego di acqua piovana in acquaponica contribuisce alla riduzione dell’inquinamento dell’acqua e del suolo, attraverso la riduzione dell’uso di risorse idriche non rinnovabili, il controllo degli scarichi, la gestione sostenibile dei nutrienti e la riduzione dell’erosione del suolo.

Infine, il progetto prevede l’allevamento di specie ittiche come la Tilapia del Nilo e la coltivazione di piante come la lattuga, senza arrecare danni alle popolazioni naturali di pesci e piante selvatiche.